Uno strumento importante: la metafora



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La metafora ricopre una grande importanza nel viaggio terapeutico. È attraverso il gioco linguistico che la persona organizza la propria esperienza. Non è un caso che il nostro lavoro si nutra di parole che si sviluppano in questo dialogo a due voci.
Ciò che mi ha sempre colpito è l’aspetto evocativo della metafora e la sensazione di apertura che mi ha sempre trasmesso, la possibilità di parlare di sensazioni che difficilmente si riuscirebbero ad esprimere se non attraverso questo artificio linguistico.

La nostra vita quotidiana è intrisa di figure metaforiche, tutti noi le utilizziamo, spesso senza nemmeno rendercene conto. Sono presenti nel nostro modo di costruire la realtà: in primis nel pensiero, ma anche nelle nostre azioni e nel linguaggio.
Quando parliamo “per metafore” due domini separati entrano in relazione tra di loro, in quanto uno diventa “la lente” per meglio comprendere l’altro.

La metafora tradotta in greco sta a significare «io trasporto». La metafora è un tropo, ovvero una figura retorica che implica un trasferimento di significato. Si ha quando, al termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase, se ne sostituisce un altro la cui “essenza” o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, così, immagini di forte carica espressiva. Differisce dalla similitudine per l’assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (“come”). La metafora non è totalmente arbitraria: in genere si basa sulla esistenza di un rapporto di somiglianza tra il termine di partenza e il termine metaforico, ma il potere evocativo e comunicativo della metafora è tanto maggiore quanto più i termini di cui è composta sono lontani nel campo semantico.

La metafora sarebbe quindi una sorta di “analogia condensata”. Non rende esplicito il paragone (la vecchiaia con la vita come la sera con il giorno), né la conseguente analogia che istituisco tra vecchiaia e sera. Eliminando il “come”, fondo in unità il processo che mi aveva portato a cogliere separatamente le affinità e le differenze fra le entità che ora vengono congiunte nella espressione metaforica. La metafora appare così un elemento del discorso dotato di novità, che arrichisce l’argomentazione non solo da un punto di vista estetico, ma conferisce alla espressione del pensiero un carattere nuovo, di varietà, di più aperta disponibilità ad arricchirsi di sfumature.

L’alone semantico delle parole tende ad espandersi, elicitando elementi insospettati, tanto denotativi, quanto connotativi, che divengono suggestivi inviti per gli interlocutori a cogliere una pluralità di indicazioni di nuove vie da percorrere nella comunicazione dialogica. Una metafora pertanto, sarà tanto più potente quanto più creerà somiglianze prima non percepite, invece di registrarne semplicemente delle preesistenti.