UN ITALIANO SU 5 DEPRESSO

UN ITALIANO SU 5 DEPRESSO

La depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso. Il termine depressione non identifica una singola malattia, ma una famiglia di disturbi dell’umore che investono la sfera affettiva e cognitiva di una persona, che si manifestano con un ampio ventaglio di sintomi e che derivano da cause molteplici e complesse. La diagnosi viene eseguita dopo un’attenta valutazione clinica e in ogni caso non è sempre facile capire che tipo di depressione affligga il paziente: non basta un semplice esame del sangue.

Secondo l’OMS nel mondo ci sono 300 milioni di depressi, il 4% della popolazione globale. La media italiana è del 20%, cioè un italiano su cinque è depresso e fa uso di psicofarmaci.

Nel 2030 la depressione sarà la prima causa al mondo di giorni di lavoro persi.

Come si manifesta la depressione?

Chi ne soffre ha un umore depresso per la maggior parte del giorno per più giorni di seguito e non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo facevano stare bene. Si sente giù e/o irritabile, stanco, ha pensieri negativi, e spesso sente la vita come dolorosa e senza senso (“dolore del vivere”), senza speranza, senza poteri né risorse, completamente impotente.

Mancano le energie per fare qualsiasi attività, fisica e mentale e niente sembra più interessare né in grado di dare piacere. I sintomi depressivi possono essere estremamente vari, perché persone diverse ne soffrono in modi diversi: il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole che può arrivare all’odio verso di sé; ma anche irritabilità, irrequietezza, disturbi del sonno, perdita dell’appetito, pensieri e/o tentativi di suicidio e tanti altri… La caratteristica principale dei sintomi depressivi è la pervasività: sono presenti tutti i giorni per quasi tutto il giorno per almeno 15 giorni, causando un disagio clinico significativo e compromettono il normale funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti per la persona. L’isolamento è cercato e sofferto, e appare inevitabile.

 

Il decorso e le conseguenze della depressione

La depressione è un disturbo spesso ricorrente e cronico.

Chi si ammala di depressione può facilmente soffrirne più volte nell’arco della vita. Mentre nei primi episodi l’evento scatenante è facilmente individuabile in un evento esterno che la persona valuta e sente come perdita importante e inaccettabile, nelle ricadute successive gli eventi scatenanti sono difficilmente individuabili perché spesso si tratta di eventi “interni” all’individuo come un normale abbassamento dell’umore, che per chi è stato depresso già diverse volte è preoccupante e segnale di ricaduta. Il disturbo depressivo può portare a gravi compromissioni nella vita di chi ne soffre. Non si riesce più a lavorare o a studiare, a iniziare e mantenere relazioni sociali e affettive, a provare piacere e interesse nelle attività. 15 persone su 100 che soffrono di depressione clinica grave muoiono per suicidio. Più giovane è la persona colpita, più le compromissioni saranno gravi di conseguenza. Per esempio un adolescente depresso non riesce a studiare e ad avere relazioni, e quindi non riesce a costruire i mattoni su cui costruire il proprio futuro.

Le cause della depressione

Non esiste un’unica causa, ma le ragioni specifiche della comparsa della depressione sono tuttora ignote; come nel caso di molte altre malattie mentali si ritiene che possa essere provocata da un insieme di fattori biochimici, genetici e ambientali.  In generale, si può dire che cause della malattia sono molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, relazioni affettive precoci, lutti familiari, problemi di lavoro, relazionali, etc.).

Le ricerche hanno scoperto due cause principali:

  • il fattore biologico, per cui alcuni hanno una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia;
  • il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze (particolarmente quelle infantili) possono portare ad una maggiore vulnerabilità acquisita alla malattia.

La vulnerabilità biologica e quella psicologica interagiscono tra di loro e non necessariamente portano allo sviluppo del disturbo. Una persona vulnerabile può non ammalarsi mai di depressione, se non capita qualcosa in grado di scatenare il disturbo e se ha relazioni buone e di supporto. Il fattore scatenante è spesso qualche evento stressante o qualche tensione importante che turba la nostra vita e che è valutata in termini di perdita importante e non accettabile.

Si può trattare ad ed esempio di un evento negativo di perdita (un lutto, la fine di una relazione, la perdita del lavoro, etc.) oppure di un evento positivo ma sempre valutato come perdita (la nascita di un figlio che “toglie libertà”, la laurea in cui si perde lo status di studente, etc.) o la mancanza di eventi positivi per i quali ci si è impegnati tanto (non aver ricevuto una promozione).

Mentre è piuttosto semplice individuare la causa che ha scatenato un primo episodio depressivo, lo è molto difficile quando gli episodi aumentano.

La strada verso la felicità

Una depressione non trattata può essere causa di gravi complicazioni e pericoli, tra cui: suicidio,

abuso di alcool, difficoltà famigliari, sociali e professionali, isolamento.

 

Ammettere di avere una malattia mentale è già il primo passo verso la guarigione.

Ma il percorso non è quasi mai semplice e il paziente va spesso incontro a diversi ostacoli.

Le terapie più frequenti sono la terapia farmacologica e la psicoterapia. Il servizio sanitario nazione prevede che sia il medico di base ad attivarsi dopo che il paziente ha espresso necessità di aiuto. Molti pazienti affetti non si fanno curare ma la gran parte di essi, compresi quelli affetti dalle forme più gravi di depressione, potrebbero trovare sollievo grazie alla terapia. Non esiste un metodo sicuro per prevenire la depressione, tuttavia può rivelarsi utile prendere dei provvedimenti per controllare lo stress, per aumentare la propria capacità di recupero e l’autostima.

 

Maria Leoni è una Dottoressa Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia (individuale e di coppia, adolescenti e sostegno alla genitorialità), Dipendenze, Sessuologia, Ipnosi Eriksoniana e Terapia EMDR.

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